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Eric Sams

 

Eduard Mörike (voce enciclopedica)

 

 

Mörike, Eduard (in © The New Grove, 1980) – traduzione di © Erik Battaglia, 2007

 

(n Ludwigsburg, 8 settembre 1804; m Stuttgart, 4 giugno 1875). Scrittore, ecclesiastico e insegnante tedesco. Studiò alla scuola del monastero di Urach e teologia all’università di Tübingen, dove incontrò Maria Meyer, la “Peregrina” delle sue poesie e modello per Elisabeth nel romanzo Maler Nolten (1832). Fu ordinato pastore nel 1826 ma uscì dalla Chiesa nel 1843. Nel 1851 si sposò e si trasferì a Stoccarda come insegnante di letteratura al Katharinenstift.

            Mörike aveva speciali affinità con la musica: personalmente, professionalmente e soprattutto creativamente. Queste affinità si manifestano nelle sue poesie, che sebbene pubblicate per la prima volta nel 1838, suscitarono un interesse solo sporadico (e poco commensurato) sino alle 57 versioni di Hugo Wolf degli anni ’80. Questo iato di mezzo secolo suggerisce che il linguaggio molto carico e variopinto di Mörike dovesse attendere un equivalente musicale complesso e cromatico che ne incarnasse il significato.

            La sua musicalità intrinseca aveva fondamenta semplici e solide; nel canto popolare, nei metri degli inni, e nella tradizione tedesca in genere. Almeno una poesia (Zum neuen Jahr) fu scritta su una melodia pre-esistente; un’altra (Chor jüdischer Mädchen) era parte di un’opera incompiuta; una terza (Ach, nur einmal) è preceduta da una melodia presa da Mozart – sul quale Mörike scrisse il racconto giustamente famoso Mozart auf der Reise nach Prag (1855), degno di nota per le sua intuitiva comprensione critica ma anche per la sua bellezza di forma e di frase. Il suo circolo sociale comprendeva il pianista dilettante Wilhelm Hartlaub e il compositore Friedrich Kauffmann (e suo figlio Emil, che diverrà amico di Wolf); queste amicizie furono occasione di molte poesie sulla musica e delle prime versioni musicali delle poesie stesse, da parte dei due Kauffmann. Il loro semplice stile diatonico si ritrova anche in Silcher (un Lied) e poi Hugo Distler (48 canti corali). Schumann (cinque Lieder, quattro canti corali), Franz (nove Lieder) e Brahms (due Lieder, un duetto) trovarono equivalenti musicali più complessi, ma il più profondo strato musicale di Mörike rimase perlopiù inesplorato.

            Questi elementi possono essere classificati in relazione alla melodia, al ritmo e al motivo. Nel primo caso, ritornelli a mo’ di eco (come in Agnes), giochi di parole (Elfenlied) o cadenze e schemi vocalici organizzati intenzionalmente richiedono un andamento analogo nella frase musicale. Inoltre, la familiarità di Mörike con le forme e i metri del verso classico lo resero maestro nel conferire accento e giusta posizione a parole chiave significative. Con abilità più sottile, egli usava determinati ritmi per dare unità ad una poesia (ad es. il metro a piccolo galoppo di Der Gärtner, o il piede insistente che dà inizio a Fussreise). Infine le sue favorite immagini chiave sono spesso esse stesse o direttamente musicali (ad es. le note dell’arpa generate dal vento, che in An eine Aeolsharfe simboleggiano un lamento) o facilmente traducibili in termini sonori (ad es. le brezze che evocano l’amore in Lied vom Winde, Begegnung, etc.).

            Le tecniche di significativi ritmi e motivi che in queste poesie conferiscono unità sono la precisa controparte della forma Lied al suo stadio più evoluto, il che potrebbe spiegare in parte la tanto decantata affinità tra Mörike e Wolf. Anche le 47 versioni di Othmar Schoeck meritano studio da questo punto di vista.

 

bibliografia

 

H. Maync: Eduard Mörike: sein Leben und Dichten (Stuttgart und Berlin, 1902, 2/1913)

J. H. Kneisel: Mòrike and Music (New York, 1949)

S. S. Prawer: Mörike und seine Leser: Versuch einer Wirkungsgeschichte (Stuttgart, 1960)

W. Rehm: “Mörike, Eduard”, MGG [con l’elenco degli scritti e una bibliografia più completa]

E. Sams: “Homage to Eduard Mörike”, MT, cxvi (1975) [con l’elenco delle versioni] [cfr. la traduzione it. nelle pagine del Centro Studi: “Omaggio a Eduard Mörike”, ndt]