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© Erik Battaglia, 2007

 

 

 

ERIC SAMS: RECENSIONI DISCOGRAFICHE

 

 

Loewe Goethe settings. Fischer-Dieskau/Demus (DGG)

 

 

Alcuni dischi sembrano puntare direttamente all’archivista. Questo merita un pubblico più ampio; ma rimarrà indubbiamente un piatto per palati esigenti [disc for discriminating, ndt].

     Loewe aveva un genio per presentare scene e storie in veste di musica ad hoc. Sarebbe stato un fantastico pianista da cinema; ed era un cantante professionista. Così le sue ballate tendono a risultare come se fossero state generate dalla scuola della velocità in veste di bel canto, da Czerny a Bellini. Come Tovey propriamente diceva, paragonando l’Erlkönig di Loewe con quello di Schubert, il primo è d’argento piuttosto che d’oro. Per cui è quasi altrettanto valido, e vale la pena scavare per cercarlo. Ma ciò implica farsi strada, non una passeggiata.

     Così gli insegnanti di musica, e in verità anche di tedesco, potrebbero usare queste 15 versioni di Goethe come materiale da studio per raffronti e commenti su (ad esempio) quanto Loewe influì su Wolf (le loro versioni di Gutmann und Gutweib) o imparò da Schubert (Im Vorübergehn del 1836 è senz’altro un emissario di Fülle der Liebe, pubblicato per la prima volta nel 1835) o competé con Schumann (ad es. in Die wandelnde Glocke o Gottes ist der Orient). E, ovviamente, Loewe ha la sua personale via privilegiata con le parole. Freibeuter è una gemma tecnicamente imperfetta che parla di un diamante grezzo; Der Totentanz è una storia crepitante a proposito di uno scheletro. Il momento in Der Zauberlehrling (L’apprendista stregone) quando la scopa divisa in due pulisce doppiamente bene è illustrato al meglio da un’invenzione a due parti e poi dall’aumentazione ritmica [vedi es., ndt]. Nel Lied sullo sguardo linceo dalla torre, Zum Sehen geboren (Faust, ii) la musica contemplativa e visionaria raggiunge altezze superiori grazie all’esaltante poesia di Goethe.

     In quel Lied mi è mancato un po’ l’espressività del crescendo assai pianistico a ‘Ich seh in die Ferne’. Ma per il resto le interpretazioni sono perfette all’inverosimile; e le traduzioni sono ugualmente ammirevoli. Un disco per quasi tutti gli amanti dei Lieder e per tutti gli appassionati di Loewe.

 

The Musical Times, Nov., 1971 (p. 1079) © the estate of eric sams

(trad. Erik Battaglia)

  

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