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© Erik Battaglia, 2007

 

 

 

 

 

 

 

ERIC SAMS: RECENSIONI DI LIBRI

 

 

E.T.A. Hoffmann and Music by R. Murray Schafer. University of Toronto Press

 

Appena in tempo per il bicentenario, che dovrebbe accrescere i conti di Hoffmann. Ma il compratore stia in guardia; il titolo è lontano dall’essere ovvio. Il vero soggetto, annunciato nell’introduzione, è “il clima artistico e sociale che circonda la nascita della musica romantica”. La trattazione relativa alle opere che di fatto furono ispirate da Hoffmann è relegata a due appendici piuttosto malate (la cui asportazione avrebbe perlomeno evitato un po’ dell’irritazione di cui sotto). Il contenuto principale riguarda nove pezzi tradotti, arbitrariamente scelti dai voluminosi scritti  di Hoffmann sulla musica, preceduti da alcuni dati biografici e intercalati da un discorsivo commentario. Questo piano soddisfa l’autore come “l’unico formato logico” sebbene non sia esattamente logico, e neppure un formato. Questa euforica imprecisione compendia la debolezza centrale del libro in quanto opera didattica o di ricerca. Né il suo contenuto né la sua forma sono abbastanza sintetiche per essere istruttive. Anche una rapida, casuale scorsa svela traduzioni dubbie o errate dei testi e ripetizioni inutili nel commentario, incluse ipotesi infondate presentate come fatti.

       Così ci vien detto (due volte: p.6 e p. 184) che la follia di Schumann era dovuta a fessure e incavi nel suo stesso cervello; laddove ogni prova indica direzioni molto diverse. Schumann viene giustamente citato (sempre due volte) come un caso particolarmente significativo di Hoffmannismo; siamo dunque doppiamente insoddisfatti dalle poche, casuali righe di trattamento contromano. Che peraltro ha difetti bizzarri nella composizione del suo unguento. Ad esempio il personaggio “Johann Ludwig Böhmer” è sicuramente ancor più fittizio di quanto si intenda. Temo che debba la sua esistenza all’errore di un dattilografo, riprodotto negligentemente da un’errata nota a piè di pagina della biografia di Hoffmann scritta da Hewett-Thayer (1948, p. 371) – una delle più tristi conseguenze della frequentazione delle fonti secondarie. Ugualmente sintomatiche sono le “braccia raggrinzite” del povero vecchio Ritter Gluck: recte “braccia incrociate” (mit verkrämpften Armen).

       Del resto queste sono forse divagazioni veniali in un libro pionieristico; ed è molto opportuna questa spedizione alla ricerca di Hoffmann scrittore sulla musica, i cui reperti sono da condurre poi nelle case dei lettori di lingua inglese. È salutare che il Professor Schafer lamenti la nostra perdita di contatto con l’era Romantica; suggerendo poi che tale contatto può essere ristabilito con un serio studio del linguaggio e delle idee del primo Ottocento; ed esemplificando e discutendo almeno alcuni aspetti delle vaste risorse di Hoffmann (in particolare concetti come esaltazione, trascendenza e sinestesia).

       In verità, potrebbe non essere del tutto ingiusto dire che Schafer su Hoffmann ricorda alquanto Hoffmann sulla musica; incostante ma perspicace, e quindi – con le dovute indulgenze – gratificante. Ma lo sarebbe stato molto di più se il diritto d’indulgenza fosse stato concesso al solo lettore.

 

The Musical Times, Jan., 1976 (p.37) © the estate of eric sams

Traduzione di © Erik Battaglia, 2007

 

 

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