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© Erik Battaglia, 2007

 

 

 

 

 

 

ERIC SAMS: RECENSIONI DI LIBRI

 

The codebreakers di David Kahn. Weidenfeld and Nicolson

 

 

Scacchi, matematica, musica e crittografia appartengono tutti alla stessa categoria. I primi tre hanno i loro fanciulli-prodigio; e se i bambini prendessero le loro guerre sul serio come gli adulti, anche la quarta li avrebbe. Cos’hanno le quattro in comune? L’astrazione; una funzione basilare del cervello umano stesso. Naturalmente la mente del bambino vuole giocare; e questi sono campi naturali in cui farlo.

   In particolare, la musica e i sistemi cifrati sono quasi alleati. Così questo libro è di interesse speciale per i musicisti nati; mostra che avrebbero potuto essere crittografi nati. Dopo Pearl Harbour, l’intelligence della marina americana era disperatamente a corto di uomini; riuscirono a trovare solo la banda di una nave. Ma i componenti della banda si dimostrarono quasi tutti sopra la media come crittanalisti, e alcuni erano eccezionali. Il brillante Painvin, asso dei codici francesi della Prima Guerra Mondiale, era un eccellente violoncellista; la sua controparte inglese Hitchings era un insegnante di musica. L’americano Mauborgne, distintosi in due guerre mondiali, era un violinista; così l’esperto tedesco Kunze. Il critico e compositore Francis Toye fu reclutato dalla famosa, epocale Room 40 dell’Ammiragliato. Il messaggio in codice a Dorabella di Elgar ha sconcertato alcune tra le menti migliori nell’ambiente.

    I legami sono ancora più stretti. Il vade-mecum del Sig. Kahn, sebbene ammirevolmente completo in ogni altro rispetto immaginabile, tace sul sistema cifrato di Porta e suoi derivati. Egli descrive tuttavia uno splendido sistema di piazzare scommesse illegali, che consiste in “molti fogli di musica, diligentemente riempiti di pentagrammi e orchestrati, completi di chiavi di violino, legature e segni di crescendo”. Un sano investimento, evidentemente, con infinite possibilità per i compositori. Una scommessa sulle righe di St Leger ad esempio suona irresistibile; e anche la tripla [treble, ndt] ha le sue chance.

     Fino al legame più stretto. Forse la musica è in effetti una forma di sistema cifrato? Schoenberg la pensava così; aveva persino paura che un giorno venisse decifrato. Gran parte della sua sembra al momento piuttosto al sicuro; ma la musica precedente si sta già incrinando sotto le sollecitazioni delle analisi di Réti o di Schenker. Non v’è da stupirsi che le chiavi siano state cambiate o  abbandonate. Ora la musica è di nuovo misteriosa – invero qualche sistema casuale può può essere l’equivalente musicale dello scrambler [dispositivo per il disturbo delle intercettazioni telefoniche, ndt] e della carta monouso, che garantiscono di mettere in confusione l’ascoltatore ostile o l’analista. Se per qualche motivo queste note casuali sono sulle righe giuste, il superlativo libro del Sig. Kahn potrà essere una lettura d’obbligo per i musicisti del futuro, oltre ad essere il più completo ed eccellente compendio di crittografia di tutti i tempi.

 

The Musical Times, ag., 1968 (p. 730) © the estate of eric sams

(trad. © Erik Battaglia, 2006)

 

[per informazioni su David Kahn vai al sito del grande crittografo]

 

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