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ERIC SAMS: RECENSIONI DI PARTITURE

 

Chopin: Variations Brillantes op.12; Bolero in Do, op.19; Tarantella in Lab, op.43; Allegro de Concert in La, op.46; Fantasia in Fa min., op.49; Berceuse in Reb, op.57; Barcarole in F#, op.60; 3 Ecossaises op,72 n.3; Variazioni su un’aria svizzera (ed. E. Herttrich)

Henle/Novello

 

La politica editoriale di Henle sembra qui alquanto eccentrica. Per coloro che siano interessati, un Kritischer Bericht esaustivo viene conservato negli archivi della casa e “si può avere su richiesta”. Ben presto compreremo solo la copertina e manderemo qualcuno a Monaco per la musica. Per il momento, tuttavia, gli acquirenti di questa raccolta di coordinati separati (Bolero, Barcarole etc.) avranno almeno una selezione delle varianti principali rispetto alle fonti. Ma anche questa informazioni prende le fattezze di un supplemento concesso dall’alto, come se i commenti non avessero spazio in una edizione Urtext. Dalle edizioni separate dell’op.49 e dell’op.57 tutti questi dati sono stati strappati via. Se ad esempio vi interessa solo la Berceuse, Henle suppone che non ve ne importi nulla dei dettagli testuali. Allora perché, in quel caso, vi importerebbe di comprare l’edizione Urtext è una domanda su cui forse non hanno speso troppo tempo. Non che la prefazione editoriale sia una gran perdita. Offre 250 smilze parole, in tre lingue (la versione inglese fiacca come sempre). Accanto ai consueti ringraziamenti ai possessori dei manoscritti, ai prestatori e ai donatori, c’è lo spazio sufficiente per scoprire che le altre musiche pianistiche di Chopin rientrano  in categorie come notturni e polacche. Non c’è bisogno di dire che l’opportunità di fornire motivo di reale interesse, novità e valore includendo gli altri pezzi miscellanei è stata negletta come quei pezzi stessi.

            Eppure Henle riserva una sorpresa. Vien fuori che il Bericht disponibile a richiesta è indispensabile. Non ha molto da offrire in quanto a correzioni delle edizioni standard (un Mi mancante alla mano sinistra del primo accordo della penultima battuta del Bolero, ad esempio, è tutto ciò che riesco a trovare di sbagliato anche nella vecchia Peters); ma sicuramente serve a mostrare quanti segni e indicazioni per l’esecuzione normalmente accettati sono mere aggiunte editoriali senza la minima giustificazione oggettiva. Nella versione Klindworth-Scharwenka dell’op.49, ad esempio, la definizione di “fantasia” sembra, su queste basi, applicabile al lavoro editoriale quanto alla musica. Il dettagliato rapporto sulle fonti di Henle qui è un modello di attenta collazione e riduzione; e offre un testo chiaro e ripulito che è un piacere leggere e suonare. È triste vedere un così buon lavoro rovinato da una presentazione così poco ispirata.

 

The Musical Times, febb. 1980 (p. 108) © the estate of eric sams

(trad. Erik Battaglia)