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CENTRO STUDI ERIC SAMS per la ricerca sul Lied tedesco
Direttore Erik Battaglia
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ERIC SAMS (1926-2004)
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| Eric Sams nasce nel 1926 a Walthamstow (Londra), figlio unico di una famiglia di lavoratori. Le sue prodigiose doti di apprendimento e memoria risultano subito evidenti ai suoi insegnanti alla Westcliff High School. A 18 anni è padrone della letteratura inglese, francese e tedesca, ma anche di tutto il repertorio musicale classico. Il complesso delle sue abilità mnemoniche, musicali (compone centinaia di Lieder – troppo wolfiani, dirà senza divulgarli) scacchistiche (è campione nazionale di Malta) e letterarie lo porta a soli 17 anni nel gruppo di lavoro di Bletchley Park per la decrittazione dei codici segreti tedeschi e giapponesi. Uomo distante dalla sterile prassi della cultura accademica, abbandona la carriera universitaria a Cambridge per impiegarsi nella pubblica amministrazione, e contemporaneamente svolge le sue ricerche nel campo del Lied tedesco. Il suo primo libro (The songs of Hugo Wolf, 1961), cui Gerald Moore fornisce una ammirata Prefazione, è una pietra miliare negli studi moderni di musicologia liederistica. Le sue immense conoscenze letterarie sono sempre rivolte ad uno studio razionale (e passionale) del Lied come forma musico-verbale, con l’identificazione crittografica in senso lato, ma estetica in senso stretto, di motivi ricorrenti nella produzione del suo compositore prediletto. La stessa tecnica d’indagine sarà poi applicata ai Lieder di Schumann (1969) e a quelli di Brahms (1972, 2000), ma anche a vari aspetti della creatività complessa dei grandi maestri, non ultimo l’influsso delle malattie e delle patologie mentali (di cui egli stesso fu vittima per gran parte dell’esistenza) sulla creazione artistica. Gli studi sulla misteriosa menomazione della mano di Schumann, sulle fasi depressive di Wolf (soprattutto in relazione alla sua opera quartettistica) e sulla malattia di Schubert sono specimen fondamentali nella bibliografia medico-musicale. Il suo genio di crittografo lo porterà a risolvere il celebre puzzle delle Variazioni Enigma di Elgar, ma soprattutto la tecnica dei codici verbali nella musica di Schumann e Brahms (il tema di Clara, in primis). Non tutto il suo tempo di studioso fu dedicato al Lied tedesco e alla crittografia musicale: dagli anni '80 il suo nome è infatti anche strettamente legato ai più rivoluzionari studi sulla vita e l’opera di William Shakespeare. Non solo egli ha rivisto in senso razionale, documenti alla mano, le fasi della formazione del giovane Shakespeare, inimicandosi gran parte dell’intellighenzia accademica britannica, ma ha portato alla luce le prove definitive per attribuire al drammaturgo opere fino ad allora indicate come di anonimo elisabettiano. Tra i sostenitori delle sue teorie, e della ri-attribuzione dell’Edmund Ironside, va citato almeno Anthony Burgess. Più generalmente accettato è il risultato delle sue ricerche su Edward III, che oggi viene comunemente rappresentato come dramma di Shakespeare. La sua biografia The Real Shakespeare è stata completata solo relativamente agli anni giovanili del bardo (la seconda parte è pubblicata postuma in queste pagine), ma definisce già perfettamente la posizione critica di Sams rispetto all'impostazione oxfordiana degli studi sulla cronologia della vita e dell'opera di Shakespeare, e la sua demolizione di miti accademici come quello della "ricostruzione mnemonica". Uomo di sinistra, ateo radicale, campione di tolleranza ma inflessibile nella sua dialettica contro i filistei della musicologia e della ricerca shakespeariana, era a disposizione di chiunque (soprattutto giovani studiosi e musicisti) volesse chiarimenti su argomenti in cui si considerava competente. Eccellente pianista, grande scrittore di lettere, prestava il suo talento di crittografo anche a società storiche per la decrittazione e l’attribuzione di documenti di difficile interpretazione. Considerava suo mentore il grande poeta e latinista A. E. Housman, ma si ispirava anche al genio matematico di Alan Turing, e soprattutto ai “suoi” Shakespeare, Schubert (che considerava molto affini), e Wolf. La prosa dei suoi scritti non è solo magistrale e ineccepibile, ma anche virtuosistica nel continuo (mai fine a se stesso) ricorso a giochi di parole appartenenti ad ambiti semantici sempre cangianti: "puns" che (così mi scrisse una volta) il musicista deve percepire come "modulazioni enarmoniche". Un vortice musico-verbale di riferimenti e allusioni che, soprattutto nelle recensioni e nelle critiche (The Musical Times, 1966-1993; New Statesman, 1976-78; The Gramophone, 1976-78), poteva trasformarsi in devastante ironia per l'oggetto delle sue riserve. Eric Sams è morto il 13 settembre 2004. Era sposato con Enid, una pianista conosciuta nell’Intelligence, morta nel 2002. Lascia due figli, Jeremy e Richard, due autorità nel campo della musica, della linguistica e del gioco degli scacchi. [EB] | |